Figlio imprenditore: può dire addio al mantenimento da parte dei genitori

Per i giudici la prospettiva è chiara: l’obbligo del genitore di concorrere al mantenimento del figlio maggiorenne cessa quando questi abbia raggiunto l’indipendenza economica, anche, eventualmente, attraverso l’inserimento nel mondo del lavoro mediante attività imprenditoriale

Figlio imprenditore: può dire addio al mantenimento da parte dei genitori

Deve dire addio al mantenimento da parte dei genitori il figlio maggiorenne che sta partecipando ad un’attività imprenditoriale.
Questa la chiave di lettura fornita dai giudici (ordinanza numero 25535 del 17 settembre 2025 della Cassazione), chiamati a prendere in esame un contenzioso che vede opposti padre e figlio, da un lato, e madre, dall’altro.
In generale, l’obbligo del genitore di concorrere al mantenimento del figlio maggiorenne cessa quando questi abbia raggiunto l’indipendenza economica, anche, eventualmente, attraverso l’inserimento nel mondo del lavoro mediante attività imprenditoriale, così dimostrando il conseguimento di adeguata capacità professionale, indipendentemente dall’andamento positivo o negativo dell’attività stessa, purché questa sia ampiamente avviata e il soggetto sia dotato di esperienza professionale consolidata.
Riflettori puntati, quindi, sulla presunta indipendenza economica in capo al giovane, di 25 anni, che già dal 2019, dopo aver conseguito il diploma di scuola superiore, ha deciso, grazie certamente al supporto morale ed economico del padre e della zia paterna, di dedicarsi, come da tradizione familiare, all’attività di impresa e ciò attraverso una ditta individuale caratterizzata, tra l’altro, da conduzione di campagne di marketing (nel settore della vendita all’ingrosso e commercializzazione di bevande alcoliche), svolte anche attraverso l’utilizzazione di un immobile familiare, consistente in una villa di prestigio con ampio parco, particolarmente adatta a fini pubblicitari. Peraltro, il giovane ha già svolto anche esperienze all’estero nel settore e risulta quindi ormai dotato da anni di esperienza professionale.
Per i giudici, quindi, il giovane è entrato a pieno titolo, anche grazie al contributo economico familiare, nel mondo del lavoro. E questo dettaglio è fondamentale, anche a prescindere dall’eventuale andamento, positivo o negativo, nel tempo – come sempre è possibile, indipendentemente dall’età anagrafica del soggetto che la esercita –, dell’attività di impresa, ormai comunque ampiamente avviata dal giovane.
Evidente, quindi, sempre secondo i giudici, come siano venuti meno i presupposti richiesti ai fini della permanenza dell’obbligo di mantenimento dei genitori verso il figlio maggiorenne. Legittima, quindi, revoca del contributo del mantenimento in favore del figlio ultra maggiorenne.

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